Descrizione
I White Widow Semi Femminizzati sono uno di quei nomi che chiunque abbia sfiorato il mondo della cannabis conosce a memoria. Ibrido a leggera dominanza Indica, resina a non finire, un equilibrio tra testa e corpo che ha fatto scuola. Nata negli anni Novanta in Olanda, la White Widow è ancora oggi il metro di paragone per mezzo settore. E ci sarà un motivo, no?
White Widow Semi Femminizzati, il classico resinoso
I White Widow Semi Femminizzati regalano piante compatte, robuste, ricoperte da uno strato di tricomi così fitto da sembrare spolverate di zucchero. Da qui il nome, del resto. Ad Arles la coltiviamo e la selezioniamo dal 2017, e sull’ultimo lotto la germinazione ha toccato più o meno il 90%, roba come 8 semi su 9 partiti bene. La resa si attesta sui 500-600 g/m², niente male, con una fioritura che chiude in otto o nove settimane. Affidabile, davvero.
- Ibrido a leggera dominanza Indica.
- Produzione di resina fuori dal comune.
- Fioritura in otto o nove settimane.
- Effetto equilibrato, tra lucidità e rilassamento.
Come agisce e che profumo ha la White Widow
Un equilibrio raro
Ecco la sua firma. Parte con una spinta cerebrale chiara, quasi frizzante, poi scivola dolcemente verso un rilassamento del corpo che non inchioda al divano. Un po’ testa, un po’ gambe, il tutto ben dosato. Chi invece vuole qualcosa di più marcatamente cerebrale ed energico può guardare la AK-47, dal profilo più su di giri.
Terroso, pungente, un soffio floreale
L’aroma è meno dolce di tante ibride moderne, e va bene così. Base terrosa, una punta pungente quasi pepata, e sotto un accenno floreale che si nota se ci fai caso. Bruciando diventa più deciso, legnoso. Un profumo onesto, di quelli che non cercano di stupire e proprio per questo restano impressi.
Perché la White Widow è ancora un punto di riferimento
La genetica che ha fatto storia
Da lei discendono decine di ibridi famosi. È stata incrociata, ricombinata, copiata mille volte, eppure l’originale tiene botta. La stabilità della linea femminizzata garantisce piante quasi tutte femmine e una resa uniforme, seme dopo seme. Non è nostalgia, è che funziona ancora.
Adatta anche a chi inizia
Genetica indulgente, poco capricciosa, uniforme nella crescita. Non a caso finisce spesso tra i primi consigli per chi si avvicina alle femminizzate. Robusta al punto giusto, non chiede attenzioni particolari e ripaga con costanza. Beh, difficile chiedere di meglio da un classico.
Domande frequenti su White Widow Semi Femminizzati
Perché si chiama White Widow?
Per lo strato di tricomi bianchi che ricopre le cime. Da lontano sembrano quasi imbiancate, ed è proprio quel manto di resina ad averle dato il soprannome.
L’effetto è più fisico o cerebrale?
Entrambi, ed è il suo bello. Prima la testa, lucida e chiara, poi un rilassamento morbido del corpo. Un equilibrio che la rende versatile in tante situazioni.
Quanto tempo impiega a fiorire?
Otto o nove settimane. Tempistiche comode, tra le più gestibili nel panorama degli ibridi classici.
Produce molta resina?
Tantissima. È una delle varietà più resinose in circolazione, un tratto che ha reso famosa la linea fin dagli esordi.
Che germinazione avete registrato?
Sull’ultimo lotto attorno al 90%. Diciamo 8 semi su 9 spuntati, un dato solido per una genetica di questa età.
Se mi piace la White Widow, cos’altro provare?
Per restare sui grandi classici ma virare verso il cerebrale, prova la Purple Haze, una Sativa storica dal profilo tutto testa.









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